8 Luglio 2008: durante il G8 un Berlusconi molto sorridente ammicca al “nucleare più pulito”. Non sono passate molte ore dalla dispersione di trentamila litri di liquido di scarto, contenente 12 grammi di uranio per litro, nelle acque dei fiumi circostanti la centrale di Tricastin e affluenti del Rodano. Ovviamente la stampa non azzarda un accostamento delle due notizie, potrebbe scatenare un dubbio devastante all’interno di un’opinione pubblica in fase vegetativa forzata. Pare addirittura che alcuni quotidiani italiani online abbiano ‘bucato’ la notizia, o che ne abbiano dato un resoconto poco dettagliato, con articoli ‘invisibili’ e rassicuranti dichiarazioni delle autorità francesi. Senza un accenno ai vari altri incidenti che vedono coinvolta una Socatri non troppo desiderosa di far trapelare le verità nascoste o mai dette. Come quella venuta alla luce la settimana scorsa, passata quasi inosservata, a proposito del tasso di uranio rinvenuto dall’Irsn durante un’analisi nelle falde freatiche e nei pozzi privati a circa due chilometri dalle centrale di Tricastin. Un tasso di 64 microgrammi di uranio per litro, solo circa il 300% in più dei livelli consentiti per dichiarare l’acqua non potabile. Una verità che ancora si cerca di soffocare definendola “una presenza naturale” (sic) o tentando, inutilmente vista la distanza geografica e lo scarto cronologico, di farla risalire all’ultimo incidente. Mentre c’è già chi ricorda le 760 tonnellate di scarti, del vecchio impianto di arricchimento dell’urano per scopi militari (al 90%), che sono state sepolte nel sito francese tra il 1966 e il 1976.
Le vie dei dubbi sulla sicurezza del nucleare si sono aperte. <In direzione Bollène forti rallentamenti causa valori abnormi di tritio e carbonio 14 nel terreno. Verso Lapalud coda in entrambe le direzioni per fuga di esafluoruro d’uranio e livello di radioattività dell’aria a 130 bequerel per metro cubo(il dato normale è di 0.00001). Sconsigliata la sosta a Lamotte-du-Rhone e Mondragon causa mancanza di acqua potabile, divieto assoluto di balneazione e livello di panico anormale registrato tra gli autoctoni.>
Per quel che ne so comunque continuerà tutto come previsto a meno che non succeda un tale supercasino da ribaltare mezza Europa, nel qual caso ogni preoccupazione svanirebbe. L’ultimo pensiero ai cittadini dei comuni che ho citato e agli operai ‘contaminati’ oggi, che comunque non devono preoccuparsi perché a sentire l’Areva “sono escluse conseguenze di alcun tipo per la loro salute”.
Infine invito chi abita in Piemonte a controllare la distanza tra Torino e la centrale di Tricastin nella mappa riportata sotto.
Buonanotte.

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