“Influenzare, interrompere, corrompere o usurpare le decisioni degli avversari.”

Per avere successo è necessario che le parti in gioco mantengano la superiorità nel campo dell’informazione. Le ‘operazioni di informazione’ devono essere impiegate sia in azioni di offesa che di difesa: per rallentare o impedire la comunicazione di dati avversari e sfavorevoli, per impedire all’avversario di avere accesso a fonti e servizi critici o quantomeno per danneggiare queste fonti plasmando la percezione della realtà, per influenzare i comportamenti con ‘operazioni psicologiche’. Operazioni mirate ad influenzare le emozioni, il pensiero obiettivo ed il comportamento dei governi e del singolo individuo.

Elencate così potrebbero benissimo sembrare le regole di ingaggio di un nuovo gioco di ruolo. Un gioco di guerra, ovviamente.
Effettivamente si tratta di una guerra, la ‘guerra elettronica’ (EW).

Chi, tra voi, si è già imbattuto nel post del 9 luglio “Ombre nell’Etere”, penserà che ho nuovamente svalvolato su un filmaccio primi anni ’90…e invece no!

Ho solo fatto un giro su comedonchisciotte.org e mi sono imbattuta in un articolo di Eva Golinger “La guerra cibernetica”, a proposito della ‘dottrina congiunta delle operazioni di informazione del Pentagono’, documento datato febbraio 2006.
Nel suo articolo la Golinger fa un elenco dettagliato delle modalità di operare delle forze armate e degli obiettivi della strategia bellica statunitense.
Tra le tecniche più interessanti ci sono le ‘operazioni psicologiche’ (PSYOP) e la ‘destabilizzazione militare’ (MILDEC) che consiste anche nel cercare di ingannare governi e cittadini tramite la manipolazione della percezione della realtà.
Niente di nuovo. Se non la conferma del fatto che la nostra alienazione è pilotata. Non solo per l’interesse economico delle lobby globalizzatrici, ma anche per l’interesse di diversi governi, se le due cose possono considerarsi autonome, che troppo spesso riescono a far accettare realtà inaccettabili, per indurci a trarre conclusioni sbagliate, anche quando la ricerca di fonti e informazioni è attenta e verificata.

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