Comunque pensandoci un attimo sarebbe veramente alienante se tutti i dati che ci riguardano fossero interamente registrati su una macchina. Non intendo le ‘ombre’ che lasciamo nell’etere quando ci iscriviamo per una casella mail gratuita o per una mailing list o per lasciare un commento ad un post..parlo proprio di tutti i nostri dati, nome, data di nascita, abitazione, malattie..insomma tutte queste informazioni vitali delegate all’amministrazione di una macchina. ovviamente dietro al computer c’è qualcuno che lo utilizza. Ma chi? E come?

E quindi una mattina ti svegli e alla porta trovi non sò magari uno delle agenzie immobiliari che inveisce

Agente Immobiliare: Cosa ci fa qui dentro lei?!

Tu: Beh, io qui ci abiterei…

Agente: No, no. E’ impossibile, questa casa è in vendita!

Tu: Ma come in vendita? Non mi pare proprio..

Agente: Sì, il mio computer dice che questa casa è in vendita ed è vuota..niente mobili, niente oggetti, niente persone..

E nel giro di dieci minuti ti ritrovi in giardino in mutande con il tuo cane ancora rintronato dal sonno che ti guarda, ed effettivamente avete la stessa espressione.

La mia preoccupazione maggiore riguarda il giardino sul retro, quanto ci metteranno ad accorgersi che tra la vite vergine non c’è solo vite vergine?

Per tornare alla divagazione, è accertato che le multinazionali utilizzino qualsiasi metodo per captare le necessità dei consumatori (?) vi è mai capitato di ‘affezzionarvi’ ad un colore e questo poi diventa il colore dell’estate oppure vi fate una nuova pettinatura mai vista e dopo due giorni in tv tutti la portano oppure immaginate un taglio per dei pantaloni su misura per poi ritrovarli su qualche rivistaccia glamour?? Ecco questi sono i sintomi, dopo un po’ ci si convince, siamo tutti spiati dalle multinazionali, siamo conteggiati nel marketing delle bigpharm..tutto ciò che ci riguarda è di dominio pubblico, niente più segreti, cip per il monitoraggio sessuale. Quasto è il futuro e in parte anche il presente! Non uscite più di casa, non iscrivetevi più dove vi chiedono di elencare i vostri hobbies e i vostri interessi.

Concludendo, se vi è mai capitato un episodio simile a quelli citati sopra e se pensate che realmente si possa controllare l’indagine di mercato, forse è ora di non rimandare più l’incontro con lo psicoterapeuta.

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