Questa mattina sono arrivata in città molto presto. Avevo un appuntamento alle 9 e 30, ma ero già lì tre quarti d’ora prima. Al bar non c’era quasi nessuno, quindi niente scatto felino verso il quotidiano appoggiato al frigo dei gelati. Convincendomi che sarebbe stato meglio disinteressarsi, per il momento, ho ordinato un caffè. Dovevo mantenere lucidità per l’incontro. Dopo l’ultimo sorso però ho perso il controllo del mio sguardo che cadendo ha sfiorato la prima pagina de La Stampa.:


“DENARO PIU’ CARO LA MOSSA DELL’EUROPA
La Bce alza i tassi al 4,25% e l’euro frena
Trichet: preoccupa il rischio-inflazione”

La cosa inizialmente mi diverte. Poi mi si stringe il cuore pensando all’onesta benevolenza di questi banchieri filantropi che pensano al bene della società.
Comincio a leggere l’articolo. Ovviamente non è comprensibile da una persona normale. Per capire l’intreccio di dichiarazioni e i meccanismi descritti lo devo rileggere almeno tre volte. Finalmente capisco ciò che è già stato espresso in passato dalla Bce, e che ho già sentito in tv (senza per altro capirci alcunché): il rialzo del costo del denaro è necessario per correggere il problema inflazione. Troppo denaro è in circolazione mentre il prezzo dei beni aumenta esponenzialmente.

Ma chi ha messo in circolazione tutto questo denaro?
Penso alla posta che mia madre riceve quasi ogni giorno. Questa o quella banca la avvisa che sarebbe ben lieta di prestarle del denaro. Assicurano bonariamente un tasso di interesse contenuto, accessibile anche a te 😉

Perché mai dovrebbe dire di no a queste generose offerte di liquidità disponibile ora e subito?
Anche le, in effetti, si trova ad arrivare a fatica a fine mese, con il rincaro della benzina e degli alimentari. Passa le nottate e fare conti su conti, al posto di dormire o guardare qualche filmetto spinto, per farsi bastare la pensione.
Ma allora insomma prendiamo a credito un tot di euro così da poter andare al mercato a comprare 1kg di questo e 2 kg di quello, mentre senza il prestito avremmo potuto comprare solo 1 kg di questo e quello, insieme. D’altra parte in questo modo faremo felice anche il contadino che ci vende frutta e verdura, più aumenta la domanda più lui può aumentare il prezzo dei suoi prodotti, più lui aumenta il prezzo, più mia madre cederà al benevole aiuto di oneste finanziarie prendendo altro denaro in prestito, per poter comprare ciò che le serve. Se non di più. Aumentando la domanda e facendo alzare i prezzi e chiedendo altri prestiti e così via, fino alla fine dell’eternità fiscale.

Pensando a questo piccolo esempio di economia domestica finalmente capisco il vero ragionamento di Trichet, Draghi, Weber e gli altri ‘avvoltoi’. Alzare il costo del denaro per contenere il pericolo inflazione. Inflazione determinata dalla perdita di potere d’acquisto della moneta, perdita determinata dall’aumento dei prezzi, determinato dalla troppa moneta in circolazione, determinata dai troppi prestiti concessi dalle banche…
Banche che, nell’ipotesi più fortunata e ingenua, per salvarci da un potenziale casino (creato proprio da loro) ci scaricano addosso il prezzo di questo giochetto psicotico, nel quale, sempre in quell’ipotesi ingenua, non guadagna nessuno.

Alla fine dell’articolo ho bevuto cinque caffè. Le tazzine sono allineate sul tavolo. Il mio corpo è sprofondato nella sedia. Il bar ormai si è riempito. Cappuccini e brioches espandono il loro profumo, saturano l’aria. Cerco lentamente di rientrare in me, sono già le nove e un quarto, meglio avviarsi. All’incontro Daniela apprezza la mia puntualità, ma mentre parliamo mi accorgo del suo sguardo. Ha identificato in me i sintomi dell’alienazione.

-Forse,- dice comprensiva.- è il caso di abolire la lettura del giornale, almeno fino all’ora di pranzo.-

Ed io non so come darle torto.

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