Quindi mi sono trasferita in collina. Non me la sento di chiamarla ‘campagna’. Ci sono alberi, campi, galline, caprette, fiori, orticelli, sentieri, ma non mi sento di chiamarla campagna. E’ tutto in pendenza. Nei prati, gli alberi da frutto, si aggrappano alle radici e crescono perpendicolari alla linea dell’orizzonte, ci sono cose che non capirò mai.
Siamo a circa 473 metri al di sopra del livello del mare, guardando oltre la cima della collina di fronte, o verso la valle, mi sembra di non essere mai stata così in alto. Mi sembra di non avere mai visto tanto cielo tutto in una volta.
La casa è nuova, è stata costruita tre anni fa. All’interno c’è la televisione. Una rovina per me.
Ma in realtà io vivo in un piccolo trilocale recuperato da un pezzo del garage+la cantina. Scendendo lì potrei essere ovunque e da nessuna parte. Ma uscendo ci sono troppe cose che mi attraggono, cose nuove da imparare sul mondo, sulle piante, suoi fiori, sui ceci freschi da mangiare dalla pianta, sugli insetti e la loro stupidità. Guardo il mio riflesso allo specchio, la mia pelle è abbronzata, i miei occhi sono più aperti. Un buon momento per aprire un blog.

Dal giardino arrivano odori sconosciuti. Adesso spengo il pc ed esco fuori dalla stanza in nessun luogo, devo controllare le lumache.

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